L’AZIENDA

Ispirati dalla passione per il nostro lavoro

Curci Parquet nasce a Foggia come progetto mirato dalla più anziana, per esperienza, azienda Curci Ristrutturazioni.
Abbiamo sviluppato nel corso del tempo, le capacità necessarie al fine di muoverci con disinvoltura ed esperienza per ogni tipo di intervento, sapendo consigliare e assistere il cliente nella scelta del proprio parquet.
La passione per il nostro lavoro e per il parquet ci ha permesso di porci come punto di riferimento sul territorio foggiano per la scelta, la cura e l’installazione di parquet per la casa.
Legno per Parquet

IL LEGNO

Quale Parquet scegliere e perché

Legni nobili comunemente usati sono: rovere, doussié, wengé, olivo, noce, iroko, teak, merbau, afrormosia, faggio, Cabreuva, Panga Panga e Padouk.

Il parquet una volta esposto alla luce e all’aria, a pavimento finito, inizia un processo di ossidazione che lo porta a cambiare colore (tipicamente ma non esclusivamente, scurendosi) e rendere più omogenee le sue venature (tipico comportamento del Teak Asia). Questo processo varia per velocità ed intensità in riguardo alla specie legnosa (normalmente i legni esotici ossidano di più), alla quantità di luce a cui viene esposto, e alla finitura applicata (diversi tipi di vernici possono dare sia risalto al colore e all’ossidazione che limitarlo molto), e sebbene visibile in modo evidente nei primi mesi di vita del pavimento, può proseguire via via più lentamente anche per svariati anni.
Il parquet è un materiale sempre ‘vivo’ e quindi risente degli sbalzi di umidità estate/inverno tipici delle abitazioni moderne: in condizioni di scarsa umidità le tavolette si restringono leggermente portando a fessurazioni della pavimentazione, che poi lentamente si richiudono al ritorno in condizioni di umidità normale. Condizioni di umidità eccessiva (condensa, perdite d’acqua o infiltrazioni anche leggere ma continuative, cattiva manutenzione) portano le tavolette ad impregnarsi ed allargarsi, fino ad arrivare a spingere e sollevarsi dal sottofondo, strappandolo, o, per essenze particolarmente nervose (quali tipicamente legni sudamericani) in casi eccezionali addirittura a danneggiare i tavolati del locale. È quindi generalmente sconsigliato l’uso di liquidi per il suo lavaggio.
Manutenzione

Manutenzione

Trucchi e Consigli per la manutenzione del tuo Parquet

vediamo ora quelli che possono essere definiti come trattamenti di pulizia e manutenzione ordinaria e straordinaria, a seconda della loro frequenza. I trattamenti possono essere distinti anche in base al tipo di finitura del parquet, che può essere a vernice, a cera o a olio. Quelli legati alla pulizia ordinaria sono comuni a tutte e tre le tipologie, quelli di pulizia e manutenzione straordinaria invece si differenziano per tipo di finitura.
Manutenzione ordinaria
  • Pulizia costante: si effettua utilizzando un aspirapolvere con spatola apposita o una scopa con setole naturali. Molto utili anche i panni specifici in microfibra elettrostatica attira polvere. Da evitare invece l’uso di macchine pulitrici a vapore
  • Lavaggio – con cadenza più dilatata nel tempo: si effettua utilizzando un panno appena umido e ben strizzato. Si può usare o solo acqua, non calda, o acqua più un detergente neutro per pavimenti in legno, privo di solventi, molto diluito. In commercio ne esistono di specifici sia per parquet finiti a vernice che a olio o cera (foto 1 e 2), anche con funzione antibatterica. Non vanno mai impiegati prodotti schiumosi ed è bene evitare ammoniaca e sostanze aggressive come alcool e candeggina. Una volta effettuato il lavaggio e a pavimento asciutto si può procedere alla lucidatura, senza l’impiego di prodotti particolari, ma solo passando un panno di cotone asciutto seguendo la direzione delle venature del legno.
Manutenzione straordinaria – Trattamenti protettivi differenziati per tipo di finitura
  • Legni verniciati: frequenza legata all’usura, da una volta ogni tre mesi a una volta all’anno. Possono effettuarsi trattamenti con prodotti protettivi in dispersione acquosa, per ravvivare e proteggere lo strato di vernice esistente. Le modalità sono le stesse del normale lavaggio ma insieme all’acqua si usano prodotti specifici protettivi ravvivanti e rinforzanti che, a seconda dei casi, possono migliorare la resistenza all’abrasione, agire sulle proprietà di idrorepellenza, e infine incidere sulla resa estetica del pavimento agendo su macchie e segni e difetti non troppo pronunciati (foto 3). Esistono in commercio anche smacchiatori a base di solventi, ma questi prodotti vanno usati con attenzione e solo localmente dato che possono intaccare le vernici e lasciare aloni. Per proteggere pavimenti particolarmente sollecitati si può ricorrere all’utilizzo di speciali cere denominate commercialmente Polish, con effetto opaco o lucido, che andranno però poi rimosse tramite levigatura prima di ulteriori applicazioni (fot 4). Consigliamo comunque di non eccedere con questo tipo di trattamenti e di consultare sempre le schede tecniche dei produttori per una corretta applicazione. È anche preferibile utilizzare prodotti raccomandati dal produttore stesso del parquet, poiché l’uso di prodotti non del tutto compatibili potrebbe, in certi casi, incidere sull’aspetto naturale del legno.
  • Legni cerati: frequenza legata all’usura, anche fino a una volta al mese. È necessario effettuare periodicamente un intervento di riceratura, per ridare lucentezza alla finitura che altrimenti annerisce col tempo. Si effettua prima eliminando la vecchia cera, passando un panno inumidito in una soluzione di acqua e di un solvente a cera, poi, dopo un risciacquo, si può procedere all’applicazione della nuova mano di cera e alla lucidatura finale. Esistono cere in pasta o liquide, queste ultime di più facile applicazione, sia sintetiche che naturali. Senz’altro consigliabili quelle a base di cera d’api e resine vegetali (foto 5). Esistono anche specifici prodotti solventi per cera da usare localmente per eliminare eventuali macchie o le strisce nere di gomma lasciate dalle scarpe.
  • Legni con finitura a olio: frequenza legata all’usura, mediamente una volta ogni tre mesi. È necessario rinnovare l’olio per nutrire e proteggere il legno, stendendo semplicemente una nuova mano del prodotto, seguendo la direzione delle venature del legno. Non si devono effettuare precedenti rimozioni (foto 6). Il trattamento a olio permette al legno di traspirare, lasciandone i pori aperti, e dona un aspetto molto naturale. Al contempo è più sensibile alle macchie. Quest’ultime però, così come graffi e strisce possono, a differenza dei casi di finitura a vernice, essere trattate localmente, anche con parziali levigature, e compensate con olio di ripristino.
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